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"SI DEVE ANDARE A SANA'A, E SE IL VIAGGIO DEVE ESSERE MOLTO LUNGO, NON IMPORTA."
(vecchio detto arabo)
AL HAJJARAH...
I COMPAGNI DELL'AQUILA

"I discendenti di Khola lo sanno molto bene
Sono quello che tengono in riserva,
Come l'ultimo ricorso contro i guai.
La mia gloria annuncia ai figli di Khindif
Che ogni eroe proviene dallo Yemen.
Sono il figlio della lotta e della generosità.
Sono il figlio della spada e della lancia.
Sono il figlio del deserto e della poesia.
Sono il figlio del cuoio delle selle e delle montagne.
Lungo è il budriere che porto,
Lunghi sono i picchetti che sostengono la tenda che mi ripara,
Lunga è anche la mia lancia,
E non è da meno il ferro alla sua estremità.
Aguzzo è il mio sguardo,
E in allerta rimane sempre la mia mente.
La mia spada è tagliente,
E il mio cuore non conosce la paura.
La mia spada è più rapida della morte che si abbatte sugli uomini,
E con lei vuole rivaleggiare.
La sua lama scava nel profondo dei petti,
Allorché, smarrito nelle nube di polvere,
Non vedo nemmeno più il mio braccio.
Ha, per la mia volontà, un potere assoluto
Sull'anima dei suoi nemici.
Ma per rimpiazzarla,
Anche se un giorno avrò solo la mia voce,
Questo'ultima basterà alla mia difesa!"

(poesia di Al Mutanabbi, Xe secolo, il poeta esprime la sua ammirazione per gli Arabi del sud attraverso la bocca di un guerrigliero yemenita)
INFORMAZIONI A: angy8@bluewin.ch